Informazione medico-scientifica: omnichannel skills
L’informazione medico-scientifica in presenza è ancora oggi uno strumento fondamentale per fornire aggiornamenti puntuali e tempestivi alla classe medica.
Nella situazione attuale, appare chiaro che la crisi indotta dal Covid-19 possa modificare i nostri comportamenti di aggregazione e relazione a favore di tecnologie digitali e lavoro agile. Questo naturalmente influenzerà anche la relazione medico-informatore scientifico, medico-paziente e porterà dei cambiamenti anche sulle modalità con cui verrà gestita la comunicazione scientifica.
La figura dell’informatore scientifico, abituata ad andare negli studi medici e generare relazione e fiducia tramite il contatto face to face, dovrà adattarsi a questa nuova situazione e acquisire soft skills adeguati all’utilizzo di nuovi strumenti e canali per creare nuove occasioni di confronto e dialogo.
Sprim si mette a fianco della field force delle aziende con cui collabora per fornire loro gli strumenti per comprendere e sperimentare nuovi modi di comunicare, adattandosi al mondo che è in continua evoluzione.
Sprim propone un percorso formativo completo, partendo da una prima fase di preparazione e definizione degli argomenti in funzione delle necessità, dei bisogni e degli obiettivi da raggiungere, una fase di workshop con sezioni formative, strumenti, tips&tricks, eventuale role-play e presenza di uno Special Guest che possa rendere la formazione più interattiva e coinvolgente; ed infine una fase di follow up e feedback sulle competenze acquisite.
Sprim che ha un team altamente qualificato e motivato per svolgere informazione scientifica da remoto e che lavora da anni a campagne omnichannel per lo specialista, mette in campo la propria competenza per condurre le aziende verso quello che si preannuncia come un cambio di paradigma verso la comunicazione al medico.
Contact journey: responsive CRM
Una campagna omnichannel ad alto valore aggiunto non può prescindere da un CRM responsivo, non più orientato esclusivamente all’archiviazione e gestione del contatto, ma sempre più specializzato nell’integrazione dei processi di marketing nel journey del contatto da attivare.
In tal senso, Sprim possiede un medical CRM - con più di 200 mila Professionisti della salute - che clusterizza automaticamente i contatti non solo per specializzazione ma basandosi sulla responsività a canali e messaggi. Conosciamo i contatti e sappiamo come vogliono essere raggiunti e per quali tematiche: possiamo parlare di Professional Marketing di precisione, un nuovo modello che vede al centro la personalizzazione dell’informazione.
Vuoi saperne di più? Scrivici per fissare una call o un meeting conoscitivo.
Il professional marketing vive un momento decisivo
Il Professional Marketing sta cambiando: si trasformano la figura del medico e lo scenario informativo e lavorativo in cui è coinvolto, e così anche le aziende healthcare, pharma & consumer healthcare e di medical device hanno la necessità di studiare e rafforzare nuovi modi per comunicare con la classe medica. L’era del multichannel sta lasciando il posto a quella dell'omnichannel: un approccio in cui medico e azienda sono in dialogo costante, grazie a canali e strumenti personalizzati e integrati.
Oggi ne parliamo con Laura Primavesi, Key Account Manager Pharma di SPRIM .
- Ciao Laura, quali pensi che siano le conseguenze del passaggio da multichannel a omnichannel nella comunicazione con il Professionista della Salute?
L’omnichannel ha un effetto dirompente sia sulle Health Industry sia sul Professionista della salute (medico e para medico) stesso, che può essere MMG, medico specialista, infermiere, nutrizionista, ostetrica e farmacista, senza dimenticare il concetto di spazio, un’integrazione tra attività sul territorio, ospedaliere e digital con la medicina, letteralmente esplosa in questa emergenza sanitaria.
L’azienda pharma raccoglie gli innegabili vantaggi in termini di relazione e memorabilità derivanti da una comunicazione integrata e personalizzata, che dedica al medico canali e momenti in base alle sue preferenze e attitudini. Il messaggio va “a segno” senza perdersi ed è più riconoscibile. L’identità del brand è rafforzata grazie alla sinergia tra mezzi di comunicazione differenti, online e offline, come remote detailing, informazione medico-scientifica on field, direct e-mail marketing, congressi, piattaforme di condivisione tra i pari etc: i canali si parlano e non sono isolati. Al congresso, o in generale in presenza, si chiede al medico di partecipare a una survey, di iscriversi a una newsletter che veicola contenuti “tailor made”, lo si invita ad un webinar, gli si propone del materiale per la sala d’attesa. Il digital, remote detailing e newsletter, si preoccupa di indagare le preferenze dell’HCP e gli unmeet needs, per soddisfarli anche attraverso una visita dell’informatore o dell’agente di riferimento.
Il Professionista della salute ha un vantaggio: riceve informazioni utili, che soddisfano i suoi bisogni, attraverso il mezzo e l’occasione a lui più congeniali. La user experience è facilitata, la brand identity è definita da un’uniformità di concept, contenuti, linguaggio e grafica.
- Credi che le aziende pharma & CHC siano pronte ad affrontare questa “rivoluzione”?
Le aziende pharma hanno sicuramente più restrizioni rispetto ad altre aziende healthcare e il professional marketing è più sfidante rispetto alle possibilità che offre il mondo consumer. Nonostante questo, le aziende sono pronte: devono esserlo per riuscire a intercettare in modo efficace ed efficiente i target, continuamente sollecitati da innumerevoli input.
Basti pensare alla portata del mercato degli integratori nutrizionali e prodotti dermocosmetici e a quanto sia il medico sia il farmacista siano “bombardati” quotidianamente da messaggi, brand e prodotti. Per “arrivare”, è necessario fornire un “full service”, che supporti i Professionisti della salute nel loro lavoro, risponda alle loro esigenze, si distingua da tutti gli altri e sia integrato in modo da permettere al destinatario finale la scelta del canale prediletto.
- Se parliamo di professional marketing, per quanto cambino gli strumenti è sempre il contenuto l’elemento decisivo: in che modo l’omnichannel marketing sta cambiando la produzione dei contenuti e con quali effetti sui risultati?
Come anticipavo prima, l’omnichannel permette la sinergia di mezzi online e offline, ma tali mezzi devono comunicare qualcosa: il messaggio. Ovviamente esistono e resistono anche forme più approfondite e classiche: corsi di formazione, convegni di approfondimento, folder cartacei… dipende molto dall’utente che ci interessa raggiungere e dalle modalità di fruizione opportune. Questo è vero per ogni tipo di comunicazione, ma se prima il messaggio era dettato quasi solo dalle aziende, dai partner e dalla proattività degli informatori scientifici, adesso è possibile costruirlo su misura, attraverso la raccolta di dati che possano far comprendere le reali esigenze dei destinatari. La comunicazione si avvale sempre più spesso di strumenti visivi, interattivi e grafici: l’immediatezza è essenziale. Basti pensare al momento storico in cui ci troviamo. Il lockdown indotto da Covid-19 a livello globale ha modificato probabilmente per sempre la relazione tra aziende e Professionista della salute, introducendo in modo massivo le tecnologie digitali per l’aggiornamento scientifico. Appare chiaro che l’omnicanalità, intesa come integrazione e flessibilità tra canali, è sempre più importante perché cambia il paradigma classico di informazione medica, così come la figura dell’informatore che dovrà padroneggiare perfettamente i mezzi digitali oltre che capirne l’opportunità.
- il tema dell’ottimizzazione degli investimenti resta rilevante: quale pensi che siano le strategie migliori, anche con uno sguardo al futuro, per il miglior costo-opportunità?
Per ottimizzare i costi è necessario analizzare in modo puntuale e preciso le esigenze aziendali: lo stato dell’arte, gli obiettivi strategici da raggiungere e già raggiunti da consolidare o mantenere, le caratteristiche dei brand coinvolti, il mercato nel quale si collocano, la ricettività dei target. Grazie a queste informazioni è possibile stabilire un piano d’azione mirato: l’omnichannel e la raccolta di dati favoriscono questo approccio selettivo. Il budget viene allocato in modo più specifico: può essere necessario attivare tanti canali con piccole attività oppure dedicarsi a un singolo canale/azione in modo più massiccio.
Il concetto finale è uno: rendere ogni esperienza di marketing il più possibile tailor made: sia per l’azienda sia per il Professionista della salute.
Laura da circa 8 anni lavora in Sprim in progetti di Professional marketing seguendo l’evoluzione e il perfezionamento del servizio. Vuoi testare il nostro approccio e scoprire qual è l’approccio migliore per il tuo brand e il tuo target, scrivi qui.
Educazione alimentare: il caso pratico Nucis
Sprim Italia accompagna industrie alimentari, insegne della GDO, associazioni e consorzi agroalimentari lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, dall’innovazione al posizionamento, dalla creazione dei contenuti alle campagne di comunicazione. Per Nucis Italia, istituzione che associa le principali aziende italiane che producono e commercializzano frutta secca e frutta essiccata, Sprim Italia porta avanti la campagna di comunicazione multicanale “Frutta secca è benessere” orientata a promuovere un consumo quotidiano di frutta secca e disidratata. Per la campagna 2018-2019-2020, Sprim, forte della sua specializzazione in ambito nutrizionale, ha sviluppato un palinsesto di comunicazione on e offline e un piano di attività dedicato, focalizzando l’attenzione sulla conoscenza dei nutrienti contenuti nei diversi frutti, dei relativi benefici e sulle modalità di consumo all’interno dei diversi stili alimentari.
Ci rivolgiamo ai Professionisti della salute
Per coinvolgere i Professionisti della salute a partecipare al progetto Nucis, incentivando il consumo di frutta secca e disidratata, sono state create e inviate a oltre 10.000 destinatari due newsletter tematiche, studiate per interessare il pubblico di medici, offrendo contenuti scientifici di attualità, come le ultime ricerche e studi clinici relativi ai benefici della frutta secca per la salute.
Al progetto “frutta secca è benessere” hanno già aderito oltre 2.500 medici Nutrizionisti, Specialisti in Scienza dell’Alimentazione e Medici di Base, che espongono nelle sale d’attesa dei loro studi materiali scientifici e divulgativi messi a punto da Nucis Italia.
Multicanalità e consulenza nutrizionale
Sprim Italia ha organizzato e gestito la presenza di Nucis attivamente all’interno dei punti di vendita delle principali catene della grande distribuzione tramite una campagna informativa che ha visto coinvolti circa 2.000 punti di vendita per ogni anno di attività. In corrispondenza della campagna informativa, nei punti di vendita, sono state attivate diverse giornate con la presenza di un nutrizionista nel reparto frutta secca, offrendo ai clienti la possibilità di compilare un questionario e avere una consulenza sugli stili alimentari corretti: durante le giornate sono stati compilati oltre 2.000 questionari Nucis, indagando il consumo di frutta secca tra i consumatori.
I messaggi e le attività della campagna Nucis hanno dato vita a un sito web, Nucisitalia.it, che Sprim provvede ad arricchire costantemente tramite la collaborazione con il team di nutrizionisti, focalizzando i contenuti su tematiche nutrizionali e legate al benessere nel senso più ampio, ma anche ricette, news sui trend e una selezione degli ultimi studi clinici relativi ai benefici della frutta secca per la salute umana.
Da segnalare anche la gestione strategica di Sprim della pagina Facebook di Nucis Italia, che ha ottenuto un aumento dei follower del 8% nei primi 6 mesi di attivazione. Infine, Sprim ha curato durante tutti gli anni i comunicati e le rassegne stampa producendo numerose pubblicazioni su testate online e offline, consumers e trade. Oltre 80 pubblicazioni e una media di 400.000 visualizzazioni per comunicato pubblicato.
Contattaci per studiare insieme il tuo piano multicanale.
Farmaci e social network: normative, restrizioni e opportunità
In Italia 31 milioni di persone sono iscritte a Facebook e 19 milioni hanno un profilo su Instagram. In media trascorrono 2 ore al giorno sui social network (dato che ha avuto un ulteriore incremento in questo periodo storico)
Secondo recenti indagini emerge inoltre che il 70% degli utenti desidera ricevere messaggi pubblicitari sui social e un italiano su due preferisce gli annunci su Facebook e Instagram ad altri media. Certo, non tutti i messaggi sono uguali: il 60% vuole ricevere messaggi mirati sulla base dei propri bisogni e desideri.
Farmaci e social network: cerchiamo di fare chiarezza
Ma per le aziende farmaceutiche? La situazione è piuttosto complessa. La notizia positiva è che nell’ultimo anno e mezzo qualcosa si è mosso in direzione di una regolamentazione. Con le linee guida del 25 luglio del 2018 il Ministero della Salute ha invece dato il via libera alla pubblicità dei farmaci da banco sui social network, Facebook, Instagram e YouTube, seppur con molte limitazioni. Vediamole insieme:
I messaggi sui social network devono essere statici
Nessuna possibilità di interazione: niente commenti e reazioni. Per quanto riguarda Facebook, data l’impossibilità di limitare la condivisione dei messaggi da parte degli utenti è prevista che la società inserisca un disclaimer sotto il post originale: “Il Ministero della Salute autorizza esclusivamente il contenuto del messaggio pubblicitario. Eventuali commenti sono di esclusiva responsabilità dell’utente, l’azienda si dissocia dai commenti degli utenti”.
I testi devono essere autorizzati dal Ministero della Salute
Ogni testo deve essere autorizzato dal Ministero della Salute. Gli esperti del Ministero si riuniscono ogni 3 settimane e si impegnano a fornire un riscontro entro 45 giorni dalla sottomissione del contenuto.
I link devono rimandare a pagine autorizzate
Fotografie e video sono autorizzati purché siano immediatamente visibili nell’anteprima del post. Via libera ai link che puntano alla pagina istituzionale del prodotto e/o ad altre, a condizione che la pagina di destinazione sia autorizzata dal Ministero.
Il numero di post da sottoporre al Ministero è limitato
Le aziende possono sottoporre al Ministero per approvazione un piano editoriale complessivo contenente un massimo di 10 post.
Su Instagram si possono pubblicare solo storie
Le attività su Instagram sono ridotte ai minimi termini: si possono pubblicare solo stories pharma, che non hanno di default commenti e like.
Limitazioni all’utilizzo di testimonial
La pubblicità di un medicinale non può contenere raccomandazioni di scienziati, operatori sanitari o di influencer. Ci sono però alcune novità: se il ruolo della persona conosciuta non è più attivo, ma si limita alla sola presenza senza alcuna raccomandazione o manifestazione di preferenza può essere allora utilizzato, a patto che il testimonial non presenti sintomi della patologia per la quale il prodotto è indicato, trattandosi altrimenti di raccomandazione indiretta.
Cosa è meglio fare per le aziende
Una campagna ben strutturata, creativa e organizzata con il giusto anticipo può portare risultati incoraggianti in termini di brand awareness e memorabilità. Non dimentichiamoci poi che Facebook e Instagram consentono una selezione del target molto precisa, a livello sociodemografico, di geolocalizzazione e di interessi: la possibilità di conoscere meglio il proprio target può giocare a favore delle aziende per impostare altre attività di comunicazione e migliorarne l’efficacia.
Contattaci per studiare insieme la strategia più efficace e compliant per la comunicazione dei tuoi brand sui social network. Saremo felici di organizzare un meeting e approfondire il tema.
Nutrimi: molto più di un congresso di nutrizione
Tanti parlano di alimentazione e nutrizione, ma pochi lo fanno con autorevolezza e credibilità scientifica. Eppure, una comunicazione chiara, rigorosa e al tempo stesso accessibile è una vera sfida per favorire scelte consapevoli e promuovere la salute. Per raggiungere questo obiettivo, ad una buona comunicazione è necessario affiancare un vero e proprio network, un ponte in grado di generare sinergie tra aziende, Professionisti della Salute e consumatori.
Proprio da questa esigenza, nel 2007, è nato Nutrimi “Forum di Nutrizione Pratica”, appuntamento annuale di riferimento per Biologi Nutrizionisti, Dietisti, Farmacisti, Medici Chirurghi, ricercatori, studenti e tutti gli esperti che operano nel campo dell’Alimentazione e della Nutrizione, quale occasione di aggiornamento scientifico, anche ECM, oltre che evento di portata internazionale in grado di generare connessioni tra la scienza e il mondo industriale.
6-7 luglio 2020: confermate le nuove date
Nutrimi 2020, nell’anno della sua XIV edizione, continua a crescere con un’offerta sempre più ampia di opportunità dedicate agli sponsor, in sede congressuale ma anche online.
> 70 interventi e speakers scientifici e accreditamento ECM
> 1000 presenze in 2 giornate (prevalentemente Biologi, Dietisti, Medici)
> 200 sponsor nelle precedenti edizioni
Per i Professionisti della Salute, per i brand: un servizio multicanale
Con l’obiettivo di promuovere un’informazione completa, professionale e accessibile a 360°, non solo in occasione del Forum annuale, ma ogni giorno, Nutrimi è oggi l’ecosistema di informazione digitale in Italia sulla nutrizione in continua espansione, con un magazine online, canali social su Facebook, LinkedIN e Instagram, newsletter di aggiornamento, corsi ECM per la formazione a distanza (FAD) e corsi per l’alta formazione del management del settore agroalimentare.
Dietro all’intera piattaforma multichannel di Nutrimi c’è il lavoro di un team di esperti in alimentazione e nutrizione, che analizzano costantemente studi scientifici e trend per garantire ai Professionisti un aggiornamento quotidiano puntuale e in linea con le tematiche più attuali, insieme a una rete di esperti nel settore del marketing strategico, grazie ai quali aziende e brand possono sviluppare progetti di Food & Nutrition Innovation: dall’ideazione di concept di gamma e prodotto, a strategie di posizionamento, dallo sviluppo di politiche nutrizionali a focus group con i consumatori.
Se la tua azienda opera nei settori Food & Consumer Healthcare, se vuoi parlare di nutrizione e salute, se cerchi un partner affidabile e innovativo, Nutrimi è la soluzione che fa per te.
Perché una partnership con Nutrimi?
- Per rendere i tuoi prodotti più credibili dal punto di vista nutrizionale
- Per valorizzare e affermare il tuo brand in modo convincente rispetto ai competitor
- Per parlare ai professionisti della nutrizione attraverso un partner riconosciuto e credibile
- Per accedere a un network di esperti ed influencer che promuoveranno i tuoi prodotti
- Per aggiornare le risorse della tua azienda sui temi di nutrizione e sana alimentazione
Non sei ancora convinto? Visita il sito dedicato e rimani sempre aggiornato con la nostra newsletter settimanale.
Nutritional intelligence: quando le tecnologie “smart” ci aiutano a fare scelte salutari
La sempre più forte presenza delle tecnologie nella nostra vita, nelle nostre case e nelle nostre stesse mani sta coinvolgendo sempre più consumatori nella fruizione dei vantaggi offerti dall’innovazione anche per intraprendere percorsi e stili di vita sani e consapevoli. Le persone sono sempre più connesse e informate: navigano siti e scaricano applicazioni per controllare il proprio stato di salute, ad esempio per monitorare il proprio sonno, l’attività fisica giornaliera, le calorie assunte con un pasto, i prodotti più idonei in caso di allergie o intolleranze alimentari, o di diete particolari. Basti pensare che, sono oltre otto milioni gli italiani che utilizzano applicazioni installate su smartphone e tablet per monitorare o migliorare il loro stato di salute e circa 700 mila per ricevere suggerimenti circa un’alimentazione più sana. Conoscere e scegliere strumenti capaci di indurci a fare scelte alimentari salutari è sicuramente la strada giusta da percorrere. Vediamo perché. Da un recentissimo studio pubblicato sulla rivista JAMA Internal Medicine del Centro di Ricerca di Epidemiologia e Statistica dell’Università di Parigi, si fa luce sulla maggiore incidenza di diabete per i cibi ultra processati. Nello specifico, il rischio aumenterebbe del 15% per ogni incremento del 10% del consumo giornaliero di alimenti ultra processati. Al contrario, lo studio associa il consumo di alimenti non industriali o solo poco processati a una riduzione del rischio di diabete di circa il 10%. Risultati che si aggiungono alla già consistente mole di ricerche degli ultimi anni, che attribuiscono proprio a un eccessivo consumo di prodotti ultra-processati una possibile responsabilità nell’epidemia globale di obesità e patologie croniche correlate alla dieta. Risulta dunque necessario sviluppare strumenti digitali capaci di rendere consapevole il consumatore, permettendogli una lettura immediata dell’etichetta e guidandolo nella scelta dei migliori alimenti salutari o allineati alle loro esigenze.
Etichette alimentari: ma quanti le leggono davvero e in modo corretto?
Abbiamo appreso come i consumatori italiani siano una popolazione sempre più consapevole quando si parla di salute e alimentazione. Siamo però sicuri che leggano le etichette alimentari prima di un acquisto? Qual è la differenza tra “a basso contenuto calorico” e “a ridotto contenuto calorico” o ancora, “fonte di fibre” e “ad alto contenuto di fibre”? Sono tutte indicazioni nutrizionali di facile interpretazione per gli addetti ai lavori ma non così scontate per i consumatori. Diversi studi e una revisione sistematica della letteratura e meta-analisi mostrano come i claim tendano a essere interpretati male, portando talvolta il consumatore a sovrastimare i contenuti di alcuni nutrienti e a incentivarne il consumo, indipendentemente dall’effettiva qualità nutritiva del prodotto. L’attuale modello di etichettatura nutrizionale, per quanto rigidamente normato e applicato trasversalmente alla stragrande maggioranza dei prodotti alimentari, non sempre consente ai consumatori una facile lettura e comprensione delle informazioni riportate sulle confezioni, sono i dati a riferirlo: 22% dei consumatori sopra i 45 anni e dall’11% dei giovani. Un dato molto negativo, considerando che sarebbe possibile migliorare significativamente la qualità della dieta modificando in meglio le preferenze di prodotto, anche senza cambiare le proprie abitudini alimentari (ChoEasy: a new tool developed to encourage healthier food choices, pag 158). E se i nativi digitali non leggono le etichette è allora necessario trovare metodi alternativi di educazione alimentare che parlino la loro stessa lingua.
Il ruolo delle app per acquistare consapevolmente
È necessario capire in modo smart e altamente intuitivo se un determinato prodotto è adatto a me, se posso o non posso mangiarlo o se contiene sostanze e/o nutrienti a cui sono intollerante. Ma non solo, proviamo a pensare a tutti quei consumatori vegani o vegetariani o che semplicemente desiderano acquistare prodotti senza determinati ingredienti non graditi. Anche loro pur non avendo un’allergia o un’intolleranza specifica devono poter eliminare o aggiungere nutrienti agli alimenti che vogliono acquistare con semplicità, senza imbattersi in etichette lunghe, scritte in piccolo e difficili da leggere. Ci vengono in soccorso le app capaci di scannerizzare il codice a barre della confezione e mostrare in un “tap” al consumatore la qualità salutistica del prodotto e se adatto o meno al suo regime alimentare. In un futuro sempre più prossimo non ci basterà conoscere la qualità di un prodotto rispetto a un altro in maniera impersonale, anzi, avremo la necessità di settare le nostre preferenze alimentari, tenere sotto controllo la nostra dispensa in un unico spazio virtuale capace di fornirci consigli alimentari personalizzati. Una sorta di virtual eating coach, una guida personale agli acquisti che impara a conoscere le nostre preferenze alimentari giorno dopo giorno.
Come un controllo qualità efficace influisce sul tuo bilancio aziendale
Controllare la merce in entrata è un’operazione tanto delicata quanto essenziale nella corretta gestione della filiera distributiva. Ricevere e commercializzare una fornitura che non soddisfa determinati standard qualitativi può significare in primo luogo mettere a rischio la sicurezza alimentare dei consumatori, in secondo luogo offrire al cliente un prodotto non soddisfacente e ricevere così un danno tangibile sia commerciale che di immagine. Come ben sintetizza la Luiss Business School nel suo report sull’industria alimentare, l’analisi e il controllo preventivo della merce consentono di tutelare gli interessi di ciascun attore della filiera, GDO e consumatore in prima linea.
Avere a disposizione un team specializzato nel Controllo Igienico-Sanitario e nel Controllo Qualità, con una forte e riconosciuta esperienza nel settore del fresco e del freschissimo, permette di verificare l’aderenza agli standard per la merce in ingresso e gestire eventuali problematiche alla radice e in tempo utile: il risultato immediato è un risparmio di tempo e denaro.
1) Garantisci standard eccellenti
Monitorare la merce in ingresso con un team specializzato (veterinari, agronomi, ecc…) in piattaforma permette di bloccare eventuali non conformità fin da subito e mantenere la qualità della merce elevata e costante, con evidente beneficio anche per il consumatore.
2) Diminuisci i resi dai punti di vendita
Fermare i prodotti non conformi o far sì che una figura esterna li approvi sulla base di standard oggettivi e scientifici, direttamente in piattaforma, evitando di farli arrivare nella tua rete di punti vendita, ti permette di risparmiare tempo e denaro: diminuiscono i resi dai punti vendita, agevolando anche i flussi operativi.
3) Eviti ritiri di prodotto in punto di vendita
Prevenire è meglio che curare. Un controllo rigoroso e professionale nei punti chiave della filiera riduce sensibilmente il rischio di ritiri di prodotti nel punto di vendita, limitando gli sprechi di prodotto (e di denaro).
Garantiamo la qualità e la sicurezza dei tuoi prodotti attraverso il nostro team interno di veterinari, agronomi e professionisti esperti in Food Quality con IFS, BRC, ISO 22000.
Se vuoi conoscere l’ampia gamma di servizi Way: Q, la Quality & Regulatory Agency di SPRIM Health Group specializzata in ambito regolatorio e nel controllo qualità, puoi visitare il sito e contattarci.
L’informazione scientifica non si ferma e i nostri aggiornamenti non si fermano
Le attività di informazione scientifica, utili a recapitare ai medici i dati necessari all’impiego dei farmaci, sono molto importanti e non possono fermarsi. Infatti, in un momento delicato come questo, in cui gli Informatori Medico scientifici non hanno la possibilità di muoversi e il trending topic del momento è #iorestoacasa, Sprim rafforza le sue linee da remoto a supporto della continua informazione scientifica e del costante aggiornamento per tutti i Professionisti della salute.
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#noinoncifermiamo
The Healthy Revolution: quali trend nel prossimo decennio?
“Healthy Revolution”, rivoluzione salutistica. I trend alimentari degli ultimi anni, sempre più orientati alla sfera della salute e del benessere, hanno dimostrato come nei responsabili d’acquisto ci sia una maggiore consapevolezza quando si trovano a scegliere quali prodotti inserire nel carrello o meno.
La continua ricerca di salute e benessere dentro e fuori dal piatto, sembra nascere come una sorta di contraltare alla vita frenetica e costantemente sotto stress propria soprattutto dei centri urbani. Non a caso negli ultimi anni abbiamo assistito al boom dello yoga e di numerose altre attività orientate a un recupero di una sfera di benessere non solo fisica ma anche spirituale. Discipline che si fanno promotrici di un nuovo stile o approccio di vita. È l’era del keep calm. Laddove frenesia, iperconnessione e overload informativo sono il nostro ambiente quotidiano, si ricercano nuove comfort zone e percorsi di benessere psico-fisico in grado di riconnettere l’individuo con se stesso, con il tempo presente, con i suoi ritmi.
SPRIM forte della sua esperienza di oltre 15 anni e specializzazione in ambito alimentare e nutrizionale, ha analizzato i maggiori food & healthy trend che hanno dato inizio a questa rivoluzione salutistica. Vediamone alcuni insieme!
I trend nutrizionali e salutistici maggiormente in crescita
Come rispondono le aziende a questa “ondata” di salutismo da parte del consumatore? Valorizzando la propria comunicazione con claim di natura nutrizionale/salutistica. Sono sempre di più i prodotti che sul pack presentano testi di valorizzazione legati agli ingredienti del prodotto, alla loro origine o al metodo produttivo. La difficoltà è restare sempre “sul pezzo”: alcuni claim continuano a spingere il sell-out, altri tramontano.
“Senza conservanti” risulta il claim più utilizzato, ma ha già saturato il mercato quindi ad oggi è considerato in discesa.
L’interesse verso gli aspetti salutistici del cibo porta alla ricerca di alimenti “benefici”, i cosiddetti superfood e alcuni di questi sono diventati veri e propri trend setter del settore: avocado, mandorle e avena, insieme ad alcune spezie e semi hanno registrato negli ultimi anni dati di crescita impressionanti:
avocado +121%
curcuma +71
zenzero +37
semi di zucca +30%
sesamo +19%
chia +17%
Anche alimenti meno conosciuti come il tè matcha e l’alga spirulina, grazie alla risonanza che hanno avuto attraverso i social media, godono ormai di una certa notorietà.
E gli ingredienti del futuro? Quali saranno?
Sovrappopolamento e cambiamenti climatici renderanno necessaria la diffusione a livello globale di nuove forme di cibo, più sostenibili. Dalle soluzioni trovate in laboratorio come la carne sintetica fino agli alimenti di vario tipo ottenuti dai tessuti degli insetti o da lieviti e muffe come le micro-proteine, già utilizzate da Mc Donald per la produzione degli hamburger vegani. Oltre ad alghe e meduse, già diffuse in Oriente, ma ancora poco sfruttate nel resto del mondo.
La carne sintetica: si ottiene raccogliendo cellule staminali da tessuti animali e lasciando che si differenzino in fibre, fino a ricavare una quantità sufficiente di tessuto muscolare che possa essere unita, aromatizzata e venduta come carne.
Coltura di cellule: i campioni hanno un sapore fresco e delicato che ricorda i corrispondenti frutti freschi, più intenso nei prodotti disidratati. Anche l’aspetto ricorda i rispettivi frutti freschi.
Insetti: più di 2 miliardi di persone fanno già uso di insetti per fini alimentari, e le specie commestibili in commercio sono oltre 1.900.
Alghe: in Oriente sono un alimento comune.
Meduse: in Cina vengono utilizzate essiccate nelle insalate, in Giappone vengono invece fritte in tempura oppure utilizzate nel sushi. In Thailandia, tagliate a strisce, vengono mangiate come spaghetti. Sono diventate quasi infestanti nei mari di tutto il mondo per la riduzione dei pesci che si predano di questi animali.
Micro-proteine: disponibile ormai nelle più svariate declinazioni e gusti, dal 2004 al 2009 viene introdotto come componente dei burger vegetariani dalla catena McDonald’s, mentre attualmente lo si può trovare in diversi supermercati americani ed europei.
Sostenibilità ambientale e “salutismo”
Salute e scelte alimentari più sane non possono trascurare la salute del pianeta e indirizzano la scelta di molti consumatori verso pack più sostenibili / compostabili e filiere di produzione sempre più corte. Basti pensare che quasi un consumatore su due dichiara di aver acquistato nel corso dell’anno scorso prodotti alimentari per motivazioni di carattere etico e sociale. La sostenibilità diventa quindi un driver molto importante per le scelte dei consumatori di oggi e per le generazioni “Greta”, responsabili d’acquisto di domani.
In questo vario contesto anche il mercato del food sta cambiando rapidamente cercando di adattarsi a ciò che chiede a gran voce il consumatore. E se quest’ultimo chiede ‘salutismo’, ecco che tutti i player si affrettano a popolare e farsi portavoce di questo universo. L’industria lancia nuovi prodotti e linee, spinge messaggi che a loro volta influenzano le abitudini del consumatore. L’HORECA lancia nuovi format, cavalca nuovi trend che facilmente diventano virali a livello internazionale: avocado e acai riempiono i menù, estratti e poke bowls cambiano i momenti di consumo.
SPRIM in collaborazione con Food Business Academy, l’alta formazione per i manager del settore alimentare, ha lanciato il primo corso per conoscere e comprendere gli attuali healthy trend. Contattaci, il futuro è già qui!
Con SPRIM l’Oral Care cresce in farmacia e dal dentista
Siamo una realtà che lavora da oltre 15 anni nel mondo della salute e dell’health care con una consolidata expertise nel mondo dell’Oral Care. Ciò che rende unica la nostra realtà è la possibilità di disegnare strategie sinergiche di spinta del sell-in e sell-out con l’obiettivo di favorire e consolidare l’awareness di soluzioni e servizi legati alla salute orale presso due target prioritari: la classe medica e il farmacista, sempre più fondamentali nella credibilizzazione di brand e prodotti e nel loro consiglio e prescrizione.
Grazie all’azione integrata SPRIM-Proxima salute, è possibile definire una strategia vincente personalizzata che attivi i target sopraindicati e sia in grado di favorire un circolo virtuoso tra essi con lo scopo, da una parte di stabilire una relazione consolidata con il dentista e anche con l’igienista dentale, dall’altra stimolare il farmacista all’acquisto di prodotti Oral Care e il loro consigli all’interno del punto di vendita, prevedendo parallelamente la promozione del brand tramite strumenti di marketing rivolti anche al consumatore-paziente finale.
Nello specifico, abbiamo realizzato numerosi progetti nell’ambito dell’Oral Care a diversi livelli:
- medico-scientifico: valorizziamo il prodotto a partire dal suo background scientifico mettendo a supporto evidenze rilevanti, spendibili anche in attività di marketing e comunicazione.
- commerciale: ideiamo strategie di spinta del sell-in/sell-out in farmacia con un piano tailor-made e con il supporto della rete di vendita che coniuga un background scientifico a spiccate capacità commerciali.
- professional: comunichiamo agli HCP tramite contenuti mirati e canali integrati (newsletter, remote detailing visite on field, piattaforme digitali, eventi…) e ai consumatori sia in farmacia (giornate in-store) sia online (social media, siti web…).
E non solo… a breve sarà finalizzato un lavoro esclusivo di analisi e clusterizzazione di dentisti e igienisti sul territorio nazionale!
Un caso pratico SPRIM per gli studenti di odontoiatria
Un importante marchio multinazionale statunitense di igiene orale ha cercato di rinnovare i propri materiali educativi per soddisfare meglio le esigenze in evoluzione degli studenti di odontoiatria, una popolazione ora dominata dai millennial. Le presentazioni del cliente stavano diventando sempre più obsolete rispetto ai moderni comportamenti di apprendimento.
Il cliente aveva bisogno di nuove risorse educative destinate agli studenti del primo e ultimo anno di odontoiatria. L'importanza è stata data alla flessibilità in modo che i materiali potessero essere implementati a livello globale e malleabili a diversi stili di insegnamento.
Per SPRIM, questo progetto ha offerto l'opportunità di mostrare la sua esperienza nello sviluppo di risorse educative.
Strategia di comunicazione
Innanzitutto, era necessaria un'analisi approfondita per comprendere i concetti chiave, le lacune nei contenuti e stabilire una strategia di comunicazione globale.
SPRIM ha quindi sfruttato gli scrittori medici interni e gli esperti in Oral Care per garantire che il tema generale della "prevenzione e educazione sanitaria" sia efficacemente comunicato ovunque.
Consolidare i concetti chiave
Sono stati revisionati i materiali didattici esistenti tramite un approccio più organizzato alla diffusione dei concetti chiave. È stato compiuto uno sforzo concertato per eliminare le informazioni ridondanti a favore di una presentazione snella e coerente per gli studenti.
Branding e positioning
Un pensiero significativo è stato investito nel posizionamento del prodotto durante la presentazione ponendo il focus sui temi di maggiore rilevanza per l’azienda. Il team di consulenza di SPRIM ha scelto di perseguire il branding che parlava delle attività scientifiche del cliente.
Soddisfare le esigenze degli studenti
SPRIM ha riconosciuto la necessità di attuare diverse strategie di comunicazione per gli studenti del primo e dell'ultimo anno. Il contenuto dell'ultimo anno è stato fortemente focalizzato sulla comunicazione del paziente e sulla strategia di raccomandazione, consentendo agli studenti di pensare in termini di scenari del mondo reale. Pertanto, SPRIM ha sviluppato i materiali di apprendimento per gli studenti dell'ultimo anno che includevano casi di studio dal punto di vista del paziente. Le lezioni del primo anno ponevano il focus su materiali concreti e scientifici.
Il risultato
SPRIM ha fornito con successo al cliente due presentazioni di grande impatto e coinvolgimento rivolte agli studenti di odontoiatria del primo e ultimo anno. Le presentazioni hanno lo scopo di diffondere efficacemente concetti complessi di igiene orale e creano connessioni chiare con il marchio del cliente, guidando in definitiva l'uso e le raccomandazioni.










