GLP-1 e obesità: tra accesso globale e sostenibilità nel lungo termine

I farmaci GLP-1 stanno ridefinendo il modo in cui si parla di obesità. Due studi pubblicati a inizio 2026 aiutano a leggere meglio questa trasformazione. Non tanto per i singoli risultati, quanto per ciò che raccontano insieme.

Una ricerca su The Lancet Diabetes & Endocrinology stima che quasi 800 milioni di persone nel mondo potrebbero essere eleggibili a questi trattamenti. Una meta-analisi pubblicata su The BMJ evidenzia invece che, una volta interrotta la terapia, il peso tende a essere recuperato in tempi relativamente brevi.

Il punto non è mettere in discussione l’efficacia dei GLP-1, è capire cosa succede dopo.

Letti insieme, questi dati definiscono una tensione chiara: da un lato, una platea potenziale molto ampia, che rende i GLP-1 uno dei fenomeni più rilevanti nel weight management, dall’altro, la difficoltà nel mantenere i benefici senza continuità terapeutica.

La questione si sposta così dalla terapia al sistema. Accesso, sostenibilità e comportamento diventano parte della stessa equazione.

Per il mondo healthcare nel suo complesso — dai player pharma alle aziende consumer health — il tema cambia prospettiva. I GLP-1 restano una leva centrale sul piano terapeutico, ma i dati sul recupero del peso evidenziano che l’efficacia nel lungo periodo non è solo farmacologica. È qui che si apre uno spazio più ampio, legato alla continuità.

Se il trattamento abilita la perdita di peso, il mantenimento richiede supporto, educazione e accompagnamento nel tempo. Ed è in questa dimensione che il ruolo del consumer health diventa sempre più rilevante, in complementarità con la pharma.

Per chi opera in ambito nutrition e consumer health, questo cambia il punto di vista. Non si tratta più solo di perdita di peso, ma di gestione nel tempo. Non solo risultato, ma sostenibilità. Non solo intervento, ma percorso. La differenza non sta nel dire di più, ma nel costruire soluzioni e contenuti che accompagnino questo cambiamento.

I GLP-1 ampliano l’accesso alla terapia per l’obesità, ma evidenziano anche i limiti di un approccio non continuativo. La sfida si sposta dalla perdita di peso alla sua sostenibilità nel tempo, in un modello che coinvolge tutto il sistema healthcare.

In SPRIM aiutiamo aziende del settore healthcare — dalla pharma al consumer health — a trasformare l’evoluzione scientifica in strategie di marketing e comunicazione concrete, capaci di generare valore e differenziazione.

Se vuoi integrare questi insight nella tua strategia, contattaci.

 

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Linee guida lipidi 2026: cosa cambia per nutrizione, prevenzione e healthcare marketing

Le nuove linee guida 2026 dell’American College of Cardiology (ACC) e dell’American Heart Association (AHA) sulla gestione delle dislipidemie non rappresentano solo un aggiornamento clinico. Segnalano un cambiamento più ampio: un’evoluzione nel modo in cui viene interpretato il rapporto tra nutrizione, rischio cardiovascolare e prevenzione. Per chi opera nel settore nutrition e consumer health, questo passaggio ha implicazioni dirette anche sul piano della comunicazione e del healthcare marketing.

Una visione più integrata tra rischio, nutrizione e comportamento

Uno degli elementi più rilevanti delle nuove linee guida è il superamento di una lettura semplificata del rischio cardiovascolare. Accanto al colesterolo LDL, vengono valorizzati indicatori come Apolipoproteina B (ApoB) e Lipoproteina(a), utili per intercettare quote di rischio che possono non emergere dal profilo lipidico standard. A questo si aggiunge l’utilizzo delle equazioni PREVENT™, che permettono una valutazione più completa nel medio-lungo periodo. All’interno di questo quadro, la nutrizione assume un ruolo sempre più centrale. Le linee guida ribadiscono l’importanza di modelli alimentari consolidati come dieta mediterranea e DASH, ma ciò che cambia è il peso attribuito all’alimentazione. Non più semplice raccomandazione, ma leva strutturale nella prevenzione e nella gestione clinica. In questo contesto si rafforza anche il ruolo del dietista-nutrizionista, con raccomandazioni esplicite di invio nei casi di ipertrigliceridemia. Il comportamento alimentare diventa così parte integrante del percorso di cura, non solo come indicazione, ma come intervento continuativo.

Dalla scienza alla strategia: cosa cambia per il healthcare marketing

Le implicazioni di questo aggiornamento non sono solo cliniche. Per anni la comunicazione nel mondo nutrition si è basata su messaggi semplificati, spesso focalizzati su singoli nutrienti o su logiche prescrittive. L’evoluzione delle linee guida evidenzia invece la necessità di una narrazione più articolata, in cui alimentazione, comportamento e contesto sono interconnessi. Per le aziende del settore nutrition e consumer health, questo rappresenta un passaggio strategico. Non si tratta più solo di comunicare benefici o caratteristiche di prodotto, ma di interpretare e tradurre la complessità scientifica in contenuti chiari, credibili e rilevanti.

Nel contesto attuale, il healthcare marketing è chiamato a evolvere. La credibilità si costruisce attraverso la capacità di integrare evidenze scientifiche, linguaggio accessibile e coerenza narrativa. Quando cambia la scienza, deve cambiare anche la comunicazione.

In SPRIM aiutiamo aziende del settore nutrition e consumer health a trasformare l’evoluzione scientifica in strategie di marketing e comunicazione concrete, capaci di generare valore e differenziazione.

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Food Noise, GLP-1 e Healthcare Marketing: cosa sta cambiando nel mondo nutrition

Il termine food noise è nato sui social media, in particolare nelle conversazioni legate ai trattamenti con GLP-1, dove molti pazienti hanno descritto una riduzione dei pensieri costanti sul cibo come un vero e proprio “silenzio mentale”.

Oggi però il concetto sta entrando nella letteratura scientifica. E quando un’espressione passa dal linguaggio digitale alle riviste peer-reviewed, significa che intercetta un cambiamento reale.

Per chi opera nel settore nutrition e consumer health, questo cambiamento non è solo clinico. È culturale. E ha implicazioni dirette per il healthcare marketing.

Cos’è il food noise secondo la ricerca

In ambito scientifico, il food noise viene descritto come la presenza di pensieri persistenti e intrusivi legati al cibo, percepiti come indesiderati e potenzialmente impattanti sulla qualità della vita.

Una definizione strutturata è stata proposta da Dhurandhar e colleghi nell’articolo “Food noise: definition, measurement, and future research directions”, pubblicato su Nutrition & Diabetes (2025), dove il fenomeno viene distinto dai normali pensieri legati alla pianificazione dei pasti o alla fame fisiologica.
Dhurandhar NV et al., 2025, Nutrition & Diabetes:
https://www.nature.com/articles/s41387-025-00382-x

È tale la portata del fenomeno che la ricerca ha iniziato a sviluppare strumenti per misurare il fenomeno, come il RAID-FN Inventory, validato su Appetite (2026), che consente di differenziare il food noise da craving e semplice preoccupazione alimentare.
Appetite, 2026 – RAID-FN validation study:
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0195666325004921

Il ruolo dei GLP-1 nella ridefinizione del dibattito

L’attenzione verso il food noise è cresciuta insieme alla diffusione dei farmaci agonisti del GLP-1, oggi centrali nella gestione dell’obesità.

Molti pazienti riportano una riduzione dei pensieri ricorrenti sul cibo durante il trattamento. Questo ha aperto una riflessione più ampia sul modo in cui regolazione neuroendocrina dell’appetito e percezione soggettiva si intrecciano.

Una review pubblicata su Nutrients ha inquadrato il fenomeno nel contesto della food cue reactivity, sottolineando come il comportamento alimentare sia influenzato dall’interazione tra fattori biologici, ambientali e psicologici.
Hayashi Y et al., 2023, Nutrients:
https://www.mdpi.com/2072-6643/15/22/4809

Questo significa che il food noise non può essere interpretato esclusivamente come effetto farmacologico, ma come parte di un ecosistema più complesso.

Perché il food noise è rilevante per il healthcare marketing

Nel settore nutrition e consumer health, il food noise rappresenta un segnale di evoluzione narrativa. Per anni la comunicazione nel weight management si è concentrata su concetti di controllo e disciplina. L’emergere del food noise suggerisce una visione più articolata, in cui appetito e comportamento alimentare non sono riducibili alla sola volontà individuale. La crescente attenzione verso i GLP-1 ha accelerato questa consapevolezza pubblica. I consumatori sono oggi più informati e più sensibili alla complessità dei meccanismi che regolano l’appetito.

Per il healthcare marketing, questo implica una revisione del linguaggio e del posizionamento. La credibilità si costruisce integrando evidenze scientifiche e comunicazione responsabile, evitando sia la semplificazione eccessiva sia l’appropriazione opportunistica di termini emergenti. Il food noise non è solo una keyword emergente. È un indicatore del modo in cui la società sta riformulando il rapporto tra mente, appetito e ambiente alimentare.

Nel contesto del nutrition marketing, la differenza competitiva si gioca sulla capacità di leggere questi segnali e tradurli in strategie coerenti con l’evoluzione scientifica.

L’impatto dei GLP-1 va oltre la dimensione terapeutica: sta modificando il linguaggio con cui si parla di appetito. Per i brand del consumer health, comprendere questa trasformazione significa costruire autorevolezza nel lungo periodo.

In SPRIM supportiamo brand e stakeholder in questo percorso, aiutandoli a interpretare i cambiamenti in atto e a comunicarli in modo coerente e sostenibile.

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Perché quando cambiano le abitudini alimentari, cambia anche il modo di parlare di nutrizione e salute.


Farmaci GLP-1 e alimentazione: tra nuovi bisogni nutrizionali e risposta del sistema food

La diffusione dei farmaci agonisti del recettore GLP-1 e dei co-agonisti GLP-1/GIP sta cambiando in modo significativo la gestione dell’obesità e del diabete di tipo 2. I benefici su perdita di peso e controllo metabolico sono ormai consolidati
(Diabetes, Obesity and Metabolism).

Accanto agli effetti clinici, sta emergendo un cambiamento più ampio che riguarda il modo di mangiare, il rapporto con il cibo e le aspettative verso l’offerta alimentare. È in questo contesto che si inserisce la crescente attenzione verso prodotti definiti “GLP-1 friendly”: un’espressione che intercetta un bisogno reale, ma che va interpretata con attenzione.

Come cambiano le abitudini alimentari

Le evidenze disponibili indicano che le persone in terapia con farmaci GLP-1 tendono a sviluppare un rapporto più selettivo con il cibo, con minore propensione al consumo automatico o impulsivo.

Alcuni studi osservazionali mostrano una riduzione del cosiddetto external eating, ovvero il mangiare guidato dal contesto, dall’abitudine o dalla semplice disponibilità del cibo
(Frontiers in Clinical Diabetes and Healthcare).

Dal punto di vista pratico, questo si traduce spesso in porzioni più contenute, minore frequenza di snack e maggiore attenzione alla qualità complessiva dell’alimentazione.

Meno quantità, più qualità: il tema nutrizionale

Quando l’appetito diminuisce, la qualità dell’apporto nutrizionale diventa centrale.

Alcune analisi sull’introito alimentare di persone in terapia con GLP-1 segnalano che, a fronte di una riduzione delle calorie, possono emergere apporti non ottimali di fibre, proteine e micronutrienti chiave come calcio, vitamina D e potassio
(Frontiers in Nutrition).

In un percorso di perdita di peso, questi aspetti sono particolarmente rilevanti per il mantenimento della massa magra, della funzionalità metabolica e del benessere complessivo
(EFSA – Nutrition).

La risposta del sistema food

È importante chiarirlo: “GLP-1 friendly” non è una definizione scientifica o regolatoria riconosciuta.

Non esistono indicazioni ufficiali che identifichino alimenti specificamente associabili all’efficacia dei farmaci GLP-1. Il termine può avere senso se utilizzato per descrivere un’offerta alimentare più attenta alla densità nutrizionale, coerente con porzioni più piccole e orientata a proteine e fibre. Diventa invece problematico se suggerisce benefici clinici non dimostrati.

La crescente attenzione del settore alimentare verso questi temi riflette un cambiamento strutturale dei bisogni nutrizionali e comportamentali.

Non si tratta di medicalizzare il cibo, ma di ripensare prodotti, formati e linguaggi, valorizzando la qualità nutrizionale e adottando una comunicazione più responsabile.

Il ruolo della comunicazione: l’approccio SPRIM

Il tema dei farmaci GLP-1 è un esempio concreto di come innovazione terapeutica e stili di vita siano sempre più interconnessi.

Per chi opera nella comunicazione healthcare e nutrizionale, la sfida è accompagnare questi cambiamenti con chiarezza e rigore, distinguendo tra evidenze scientifiche, osservazioni sui comportamenti e dinamiche di mercato.

In SPRIM supportiamo brand e stakeholder in questo percorso, aiutandoli a interpretare i cambiamenti in atto e a comunicarli in modo coerente e sostenibile.

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“Lo interrogo ogni volta che ho una domanda”: come l’Intelligenza Artificiale sta cambiando il rapporto dei cittadini con la salute

Sempre più persone utilizzano strumenti di Intelligenza Artificiale come ChatGPT per porre domande legate alla salute: sintomi, analisi cliniche, terapie, prevenzione e benessere quotidiano. Quello che fino a pochi anni fa era il “riflesso Google” oggi sta diventando un dialogo diretto con l’AI.

Secondo OpenAI, oltre 230 milioni di utenti nel mondo utilizzano ChatGPT ogni settimana. Le richieste legate alla salute rappresentano più del 5% delle interazioni, pari a circa 125 milioni di domande sanitarie al giorno, e il 70% avviene fuori dagli orari degli studi medici. Dati che confermano un cambiamento strutturale nel rapporto tra cittadini, informazione e salute.

Perché sempre più persone usano ChatGPT per la salute

L’adozione di ChatGPT in ambito sanitario è legata a fattori molto concreti:

  • accesso immediato alle informazioni, 24 ore su 24
  • linguaggio semplice e dialogico, più comprensibile rispetto alle fonti tradizionali
  • possibilità di contestualizzare le domande, ricevendo risposte personalizzate

Per molti utenti, ChatGPT rappresenta un primo livello di orientamento: uno strumento per capire meglio un sintomo, prepararsi a una visita medica o interpretare informazioni già ricevute.

Le opportunità dell’Intelligenza Artificiale in sanità

L’utilizzo di soluzioni di AI generativa come OpenAI offre opportunità rilevanti per cittadini e sistema salute.

  • Accessibilità e alfabetizzazione sanitaria: L’AI può contribuire a rendere l’informazione sanitaria più accessibile, riducendo barriere linguistiche e di comprensione, soprattutto su temi complessi.
  • Supporto all’orientamento del paziente: Molti utenti utilizzano ChatGPT per capire se e quando rivolgersi a un professionista, migliorando la qualità del dialogo medico-paziente.
  • Educazione e prevenzione: Se correttamente utilizzata, l’Intelligenza Artificiale può supportare la diffusione di comportamenti di prevenzione e stili di vita più consapevoli.

I rischi dell’uso di ChatGPT e OpenAI in ambito sanitario

Accanto ai benefici, l’uso dell’AI in sanità comporta rischi concreti, soprattutto se non governato.

  • Affidabilità delle risposte: ChatGPT non formula diagnosi cliniche: genera risposte probabilistiche basate su grandi quantità di dati. Questo può portare a informazioni imprecise, incomplete o non aggiornate.
  • Effetto di falsa sicurezza: Il tono fluido e rassicurante dell’AI può indurre l’utente a sovrastimare l’affidabilità delle risposte. Alcune indagini indicano che oltre il 40% dei pazienti dichiara di aver preso decisioni sanitarie errate a causa di informazioni non affidabili.
  • Dipendenza dalla qualità della domanda: Le risposte dell’AI dipendono fortemente da come viene posta la domanda. Informazioni mancanti o formulate in modo scorretto possono generare indicazioni fuorvianti.
  • Protezione dei dati sanitari: I dati di salute sono informazioni altamente sensibili. Il loro utilizzo su piattaforme generaliste richiede attenzione, consapevolezza e rispetto delle normative europee su privacy e Intelligenza Artificiale.

ChatGPT Health: cosa cambia con la nuova sezione salute

Il rilascio di ChatGPT Health negli Stati Uniti conferma la crescente rilevanza dell’Intelligenza Artificiale in ambito sanitario. Questa nuova sezione è pensata per rendere le risposte più contestualizzate, integrando informazioni personali, abitudini di vita e dati provenienti da app di benessere.

Il lancio di ChatGPT Health rafforza però anche un punto chiave: l’uso dell’AI in sanità richiede maggiore trasparenza, fonti validate e confini chiari, soprattutto in Europa, dove l’AI Act introduce regole specifiche per i sistemi ad alto impatto.

Informarsi con l’AI, decidere con il medico

L’Intelligenza Artificiale può essere un valido strumento informativo e di orientamento, ma non sostituisce il ruolo del medico né il giudizio clinico. Comprendere opportunità e rischi di ChatGPT e OpenAI in sanità è oggi fondamentale per cittadini, aziende e istituzioni.

Il cambiamento è già in atto. La sfida ora è accompagnarlo con consapevolezza, competenze e modelli di utilizzo responsabili.

Vuoi approfondire come usare l’Intelligenza Artificiale in sanità in modo consapevole?

L’adozione di soluzioni di AI come ChatGPT apre nuove opportunità, ma richiede governance, competenze e attenzione ai rischi. SPRIM affianca aziende, istituzioni e organizzazioni sanitarie nel:

  • comprendere benefici e limiti reali dell’AI in ambito salute
  • valutare impatti, compliance e sostenibilità
  • progettare modelli di utilizzo responsabili e regolati

Contatta il nostro Team per saperne di più su come affrontare l’AI in sanità con un approccio informato e strategico.


20 anni di Nutrimi. 20 anni di impatto. Nel 2026 scriviamo un nuovo capitolo insieme.

Questo non è un semplice annuncio.
È un momento che accade una volta ogni vent’anni. 

Il 17 e 18 aprile 2026 tornerà Il Forum di Nutrizione Pratica di Nutrimi, il Congresso di riferimento per la nutrizione clinica e scientifica, in un’edizione speciale che celebra 20 anni di impegno condiviso. Due decenni durante i quali la community di Nutrimi ha contribuito a far crescere la cultura della nutrizione, a migliorare la pratica clinica e ad avere un impatto concreto sulla salute di milioni di pazienti. 

In questi vent’anni, Nutrimi ha dimostrato che la nutrizione è molto più di una disciplina: è una vera e propria infrastruttura della salute. Ogni incontro in aula, ogni congresso, webinar o confronto digitale ha generato valore, conoscenza, strumenti operativi e responsabilità scientifica. 

Grazie a voi – professionisti della salute, ricercatori, società scientifiche e appassionati del settore – è nato un ecosistema oggi riconosciuto e ascoltato dal mondo clinico, dalle istituzioni e dalla comunità scientifica. Un ecosistema che oggi è chiamato ad affrontare una nuova sfida. 

Stiamo entrando in un’epoca in cui l’intelligenza artificiale applicata alla nutrizione può amplificare le nostre capacità, ma anche modificare profondamente il modo in cui la scienza viene costruita, comunicata e applicata. Senza una guida consapevole, il rischio di una vera tempesta perfetta è concreto: contenuti non verificati, sovraccarico informativo, strumenti opachi e perdita di punti di riferimento scientifici. 

Per questo Nutrimi 2026 sarà un’edizione diversa da tutte le altre. 

Il Congresso presenterà: 

  • una nuova location, progettata per favorire relazioni professionali e networking di valore; 
  • nuove partnership con le società scientifiche, per elevare ulteriormente il livello del confronto; 
  • format più immersivi e coinvolgenti, pensati per l’apprendimento attivo; 
  • uno spazio speciale dedicato ai 20 anni di evoluzione della nutrizione e alle start-up più innovative del settore; 
  • una visione chiara del futuro della nutrizione, dentro e oltre l’AI. 

Sono stati rinnovati anche i canali social ufficiali di Nutrimi, dove sarà possibile trovare approfondimenti scientifici, contenuti speciali, ricerche, storie e le voci delle società scientifiche partner. Un luogo digitale pensato per accompagnare la community nella nuova stagione del Congresso.
👉 Scopri di più su https://forum.nutrimi.it 

Il 2026 non sarà solo un anno di celebrazione, ma un anno di responsabilità, visione e futuro. 

Ci vediamo ad aprile, per scrivere insieme il prossimo capitolo dei prossimi vent’anni di nutrizione. 

Il Comitato Organizzatore & Partnership
Il Comitato Scientifico
del Congresso Nutrizione Pratica 2026 in occasione del 20° Anniversario 

NUTRIMI è il luogo in cui la nutrizione si confronta, cresce e prende direzione. Da 20 anni. 


Persona al computer con interfacce digitali di intelligenza artificiale.

AI, il nuovo teatro della reputazione: perché il posizionamento del Brand nei LLM è la sfida che i marketing manager del settore salute e benessere non possono ignorare

Negli ultimi anni il mondo del marketing si è concentrato su SEO, social media, paid media, influencer marketing. Tuttavia, un nuovo megatrend sta emergendo — uno che minaccia di ridefinire le regole stesse della visibilità e della reputazione del Brand: i grandi modelli linguistici generativi (LLM – Large Language Models), come ChatGPT, Google Gemini, Claude o Perplexity.
Nel settore della salute in cui fiducia, autorevolezza e trasparenza sono asset fondamentali, il modo in cui questi modelli “parlano” dei Brand sta diventando un fattore competitivo sempre più critico. Ti spieghiamo perché.

Il nuovo mega-influencer: visibilità + reputazione nei modelli generativi AI

I modelli linguistici non sono più semplicemente strumenti di automazione: sono sempre più usati come punti d’ingresso informativi per consumatori, professionisti e utenti che cercano risposte rapide su prodotti, ingredienti, marche e soluzioni.  In sostanza, le metriche tradizionali di SEO (keyword rank, backlink) non bastano più per misurare la presenza del Brand: ora si stanno affermando indicatori come la frequenza di citazione nei modelli, il sentiment associato e la copertura delle query rilevanti.

Non basta più che il sito web appaia nei motori di ricerca: serve che il tuo Brand venga “consigliato” o “menzionato” dall’AI quando un utente fa domande come “Qual è il miglior integratore per il sonno?”, “Quale biscotto è più sano?”. Se la risposta generata dall’LLM non contiene il tuo Brand o, peggio ancora, contiene informazioni errate sul Brand o sui tuoi valori, perdi una opportunità di reputazione e potenzialmente lasci spazio a competitor.

Perché questo trend interessa specialmente il settore salute & nutrizione

Nei comparti food, food supplement, pharma e OTC, tre dinamiche rendono questo fenomeno particolarmente rilevante e  critico:

  • Fiducia e credibilità: i consumatori (e i professionisti) cercano rassicurazioni su efficacia, qualità, provenienza, sicurezza. Se un LLM genera risposte che associano il tuo Brand a claim non fondati o a narrative deboli, l’impatto reputazionale è immediato.
  • Intenzione di acquisto elevata:  gli utenti che arrivano da query AI (tramite risposte generate) convertono circa 4,4 volte meglio dei visitatori provenienti dai motori tradizionali.
  • Narrazione semantica e contenuti di supporto: gli LLM si basano su grandi quantità di dati di training, citazioni, fonti autorevoli. Un Brand che non ha sviluppato una presenza forte in termini di contenuto, citazioni, struttura semantica (schema markup, articoli aggiornati, white-paper, studi) rischia di essere escluso o rappresentato in modo inattendibile.

In pratica: se non monitori come il tuo Brand è trattato dagli LLM, potresti scoprire che non esisti (o esisti male) nel flusso informativo che molte persone stanno ormai usando quotidianamente.

Il marketing e la comunicazione non possono più ignorare l’impatto dei modelli linguistici generativi nel processo di scoperta, decisione e reputazione del Brand. Ed è meglio agire il prima possibile per gestire il presente e prepararci al futuro: secondo una survey condotta sui nostri clienti in area Direzione marketing, solo 2 su dieci stanno già lavorando a una strategia sul tema per potenziare il proprio Brand.

Per le aziende del mondo food, nutrizione e salute — dove fiducia, efficacia, trasparenza sono elementi chiave — la domanda non è più “come siamo su Google?”, ma “potremmo essere menzionati da ChatGPT (o altri LLM) nel momento in cui un utente chiede ‘Quale marchio scelgo?’”.
Chi si posiziona oggi in modo proattivo in questo nuovo canale avrà un vantaggio competitivo non solo in termini di visibilità, ma soprattutto di reputazione.

Se vuoi esplorare come il tuo brand viene visto oggi dagli LLM — individuare gap, opportunità e intervenire sulle aree di miglioramento — abbiamo elaborato e lanciato il programma “HEALTHBRAND REPUTATION AI” e interventi mirati dedicato a analizzare e attivare le leve necessarie nel tuo settore per far diventare un tuo alleato il nuovo…mega-influencer in azione.

Contatta il nostro Team per saperne di più.


Torna la Masterclass sulla Nutrizione Sportiva con una nuova edizione dedicata all’ottimizzazione delle performance e all’innovazione

Torna con una nuova edizione la Sport Nutrition Advanced Masterclass organizzata da Nutrimi: un evento di alta formazione dedicato a chi vive e lavora tra sport, salute e alimentazione. Dopo il successo della prima edizione, l’appuntamento torna il 21 novembre 2025 presso l’esclusivo Hotel nhow Milano. 

Nutrizione sportiva: tra scienza, pratica clinica e nuove tecnologie 

La Masterclass, giunta alla sua seconda edizione, offrirà ai partecipanti un'opportunità unica di aggiornamento sulle ultime tendenze scientifiche, esplorando in profondità il rapporto tra nutrizione, performance e recupero. In vista dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026, largo spazio verrà dato agli sport d’élite e alle nuove strategie nutrizionali per ottimizzare la preparazione atletica e il supporto metabolico degli atleti ad alto livello. 

Un programma completo, multidisciplinare e d’eccellenza 

Durante la giornata si alterneranno oltre 15 interventi scientifici curati da esperti nazionali e internazionali. Tra i temi principali: 

  • Performance & Precision Nutrition: personalizzazione nutrizionale, integrazione proteica, micronutrienti, alimentazione plant-based. 
  • Gut & Brain Performance: asse intestino-cervello, probiotici, recupero, sonno e idratazione. 
  • Sports Nutrition in Practice: influenza del genere negli obiettivi nutrizionali,sport invernali, active aging, fattori ambientali. 
  • Digital & Applied Nutrition: wearable e coaching digitale  

Opportunità per i professionisti  

La Masterclass è accreditata ECM e rappresenta un’occasione strategica per i professionisti della nutrizione, dietisti, medici dello sport e atleti che desiderano aggiornarsi e fare rete con i colleghi. Non solo formazione: l’evento sarà anche un hub di networking con le aziende più innovative del settore food, integratori e wellness. 

 

📍 Quando: 21 novembre 2025
📌 Dove: Hotel nhow Milano
🎟 Biglietti disponibili qui 


Il (nuovo) decalogo italiano della Nutrizione

10 AZIONI PER NUTRIRE L’ITALIA
dalla 1
ª Conferenza Nazionale sulla Nutrizione

La Conferenza Nazionaledal 21 al 23 febbraio, ha visto la partecipazione di tutti gli attori della nutrizione: istituzioni, società scientifiche, accademici, associazioni, filiera agroalimentare (produzione, trasformazione, distribuzione fino al cittadino consumatore).

Nel corso della tre giorni sono stati affrontati tutti i temi legati alla nutrizione: dagli investimenti in nutrizione al miglioramento dei servizi ai cittadini, passando per la malnutrizione, il ruolo della ristorazione nel promuovere la salute, la riduzione degli sprechi alimentari e la sostenibilità ambientale fino alla prevenzione attraverso i diversi canali di comunicazione.

Quello che chiude a Roma la Conferenza nazionale sulla nutrizione, è un ‘manifesto’ che affronta il tema ‘alimentazione e stili di vita’ a 360 gradi indicando 10 azioni a perseguire.

Nel dettaglio…

1) la nutrizione, declinata in nutrizione di base, preventiva e clinica è uno dei fattori determinanti del benessere psico-fisico dell’individuo, in favore del quale devono essere orientati in modo prioritario gli investimenti pubblici, sia per la tutela della salute dei cittadini, sia per favorire l’adozione di stili di vita più sani;
2) la dieta mediterranea rappresenta il paradigma che consente di conciliare una alimentazione sana e consapevole con la sicurezza dei prodotti e la tutela dell’ambiente. E’ veicolo della forza del ‘made in Italy’ e concorre alla promozione e alla tutela dell’immagine dell’Italia nel mondo, in quanto basata esclusivamente sul consumo di prodotti locali e stagionali e in nessun modo sul consumo di prodotti ultraprocessati o prodotti da coltura cellulare.

E ancora…

3) l’omogeneità delle prestazioni da parte del Servizio sanitario nazionale in ambito nutrizionale deve essere garantita da unità operative specialistiche, sia di nutrizione preventiva che clinica;
4) il contrasto alla malnutrizione, sia per difetto (specie in ambito ospedaliero) che per eccesso (sovrappeso-obesità) e la prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili devono essere considerate tra le priorità sanitarie del nostro Paese e devono essere affrontate attraverso l’adozione di un piano strategico nazionale;
5) lo sviluppo e il consolidamento di una sensibilità diffusa verso temi come la sana alimentazione e la sostenibilità ambientale non può prescindere dalla stretta collaborazione tra tutti gli attori della filiera agroalimentare, imprese agricole, di trasformazione e grande distribuzione, fino al cittadino consumatore.

Il ‘manifesto’ prosegue con…

6) l’informazione falsa, o anche solo imprecisa e fuorviante deve essere contrastata con decisione per scongiurare abitudini alimentari inadeguate e arginare i rischi di criminalizzare interi comparti produttivi, attraverso la collaborazione tra il livello centrale, il Tavolo tecnico sulla sicurezza nutrizionale, il livello locale, Tavolo tecnico regionale, le Società scientifiche e gli ordini professionali;
7) l’insegnamento della nutrizione preventiva trova la sua naturale collocazione nel corso di studi di medicina e in tutte le altre discipline sanitarie.

E infine…

8) educazione alimentare e promozione della dieta mediterranea sono temi che devono essere trasmessi precocemente alle nuove generazioni attraverso l’inserimento nei programmi didattici della scuola primaria e secondaria (incluso il sistema 0-6);
9)
 la ristorazione scolastica oltre che servizio rilevante deve diventare uno strumento per la promozione di una alimentazione varia ed equilibrata, proponendo modelli basati sulla dieta mediterranea e su approvvigionamenti da filiere territoriali;
10) la riduzione degli sprechi alimentari, tanto lungo la filiera alimentare quanto nel consumo domestico, rappresenta un fattore determinante non solo da un punto di vista etico, ma anche per il raggiungimento di un sistema alimentare sostenibile.

1.Adnkronos (2023)
2. Ministero della Salute. (2023). Nutrire è prevenire, Schillaci e Lollobrigida chiudono la Conferenza nazionale della nutrizione.


Oltre l’ambulatorio: le soluzioni Sprim per un patient engagement sempre più autonomo e digitale

Non tutti i mali vengono per nuocere. Nel periodo post-covid, gli italiani hanno mostrato una maggiore fiducia nei confronti del sistema sanitario nazionale. Infatti, secondo lo STADA Health Report 2021, un ampio sondaggio condotto su oltre 30mila persone in 15 paesi europei, l’Italia si colloca al quarto posto tra i paesi intervistati che ritengono il proprio sistema sanitario nazionale pronto ad affrontare un’altra pandemia in futuro. Questo, dunque, è un momento ideale per rafforzare e ampliare la relazione tra medico e paziente, e quindi di meglio connetterli sfruttando le potenzialità del digitale.  Il paziente diventa protagonista del proprio engagement digitale per la sua salute anche condividendo il proprio vissuto clinico con il medico che nel suo modus operandi si dimostra sempre più empatico.

Da qui nasce l’opportunità di sviluppare tools digitali che permettano al paziente di esprimere la propria opinione, informarsi, ottenere risposte accreditate e credibili, comunicare con i propri specialisti di fiducia, rispettandone tempi e privacy. Da qui, la diffusione di un approccio digital health con cui sarà possibile abbattere le distanze, snellire la burocrazia e diminuire i tempi di attesa, garantendo al contempo, una consulenza da remoto che ricalchi quella ambulatoriale.

In questo scenario, Sprim si propone di diventare il tuo main ally nello sviluppo di un patient engagement sempre più autonomo che pone il paziente al centro di un ampio spettro di possibilità di esperienze digitali.

Lo sviluppo di un therapy reminder per mezzo di landing page multidevice, la creazione di app per supportare il paziente durante la terapia farmacologica, l’ideazione di piani di disease awareness con piattaforme di approfondimento, sono solo alcune delle soluzioni personalizzate e innovative di digital transformation pensate da Sprim, società specializzata nel mondo della salute e della nutrizione.

Da questa prospettiva quindi, l’engagement del paziente verrà migliorata partendo dall’inclusione volontaria dello stesso come parte chiave della narrazione scientifica in tutto ciò che riguarda il suo percorso di cura e lo sviluppo di un “product’s lifecycle”. Il paziente informato diventerà così un alleato del sistema sanitario rappresentando una ricchezza di informazioni che impatterà notevolmente la traiettoria di sviluppo di un prodotto e la comunicazione fidelizzata tra medico e paziente permetterà un aggiornamento costante dei “patient needs”.