La diffusione dei farmaci agonisti del recettore GLP-1 e dei co-agonisti GLP-1/GIP sta cambiando in modo significativo la gestione dell’obesità e del diabete di tipo 2. I benefici su perdita di peso e controllo metabolico sono ormai consolidati
(Diabetes, Obesity and Metabolism).

Accanto agli effetti clinici, sta emergendo un cambiamento più ampio che riguarda il modo di mangiare, il rapporto con il cibo e le aspettative verso l’offerta alimentare. È in questo contesto che si inserisce la crescente attenzione verso prodotti definiti “GLP-1 friendly”: un’espressione che intercetta un bisogno reale, ma che va interpretata con attenzione.

Come cambiano le abitudini alimentari

Le evidenze disponibili indicano che le persone in terapia con farmaci GLP-1 tendono a sviluppare un rapporto più selettivo con il cibo, con minore propensione al consumo automatico o impulsivo.

Alcuni studi osservazionali mostrano una riduzione del cosiddetto external eating, ovvero il mangiare guidato dal contesto, dall’abitudine o dalla semplice disponibilità del cibo
(Frontiers in Clinical Diabetes and Healthcare).

Dal punto di vista pratico, questo si traduce spesso in porzioni più contenute, minore frequenza di snack e maggiore attenzione alla qualità complessiva dell’alimentazione.

Meno quantità, più qualità: il tema nutrizionale

Quando l’appetito diminuisce, la qualità dell’apporto nutrizionale diventa centrale.

Alcune analisi sull’introito alimentare di persone in terapia con GLP-1 segnalano che, a fronte di una riduzione delle calorie, possono emergere apporti non ottimali di fibre, proteine e micronutrienti chiave come calcio, vitamina D e potassio
(Frontiers in Nutrition).

In un percorso di perdita di peso, questi aspetti sono particolarmente rilevanti per il mantenimento della massa magra, della funzionalità metabolica e del benessere complessivo
(EFSA – Nutrition).

La risposta del sistema food

È importante chiarirlo: “GLP-1 friendly” non è una definizione scientifica o regolatoria riconosciuta.

Non esistono indicazioni ufficiali che identifichino alimenti specificamente associabili all’efficacia dei farmaci GLP-1. Il termine può avere senso se utilizzato per descrivere un’offerta alimentare più attenta alla densità nutrizionale, coerente con porzioni più piccole e orientata a proteine e fibre. Diventa invece problematico se suggerisce benefici clinici non dimostrati.

La crescente attenzione del settore alimentare verso questi temi riflette un cambiamento strutturale dei bisogni nutrizionali e comportamentali.

Non si tratta di medicalizzare il cibo, ma di ripensare prodotti, formati e linguaggi, valorizzando la qualità nutrizionale e adottando una comunicazione più responsabile.

Il ruolo della comunicazione: l’approccio SPRIM

Il tema dei farmaci GLP-1 è un esempio concreto di come innovazione terapeutica e stili di vita siano sempre più interconnessi.

Per chi opera nella comunicazione healthcare e nutrizionale, la sfida è accompagnare questi cambiamenti con chiarezza e rigore, distinguendo tra evidenze scientifiche, osservazioni sui comportamenti e dinamiche di mercato.

In SPRIM supportiamo brand e stakeholder in questo percorso, aiutandoli a interpretare i cambiamenti in atto e a comunicarli in modo coerente e sostenibile.

Vuoi approfondire come affrontare questi temi in modo corretto e strategico? Contattaci

Perché quando cambiano le abitudini alimentari, cambia anche il modo di parlare di nutrizione e salute.